dolore

un racconto di fretta al bar, quasi uno sfogo. Il mio amico che mi descrive i due giorni di delirio con quello che è ormai il mio ex e con colei che esso sembra frequenti.

mi racconta indignato l’escalation del delirio: il bere dal pranzo, una discussione futile fra loro due, le urla con gente a caso, la violenza nel lanciare sedie in giro, ulteriore discussione ma più accesa e l’essere cacciati dal luogo in cui si trovavano e dulcis in fundo, ulteriori dissapori che hanno fatto si che il mio amico lasciasse il mio ex e la sua lei per strada…

mi racconta tutto, quasi me lo vomita in faccia il suo dispiacere per l’evolversi delle cose con quello che è il suo amico da una vita, esprime anche il suo disappunto nel vedere la tipa che accompagna il mio ex che invece di carlmarlo “sembrava lo fomentasse“. non si risparmia di particolari e forse in preda alla foga, fra una battuta e l’altra dice un nome.

NON UN NOME, ma il suo nome, il nome di quella che “lo ha definito pure il suo fidanzato ad un certo punto“.

cerco di non farmi confondere dall’imbarazzo che provo per essere li con lui che mi racconta tutto questo; mi sembra un sogno, una scena surreale, le cose che mi racconta non sono nuove, le ho già vissute, c’ero io prima.

se ci fossi stata io, sarei morta dalla vergogna, avrei chiesto scusa e cercato di riparare ai suoi danni, cosa che ho fatto mille volte peraltro.

da quell’aperitivo ad oggi ho pensato molto a tutte le parole che mi ha detto il mio amico e sono più o meno tutte passate per la mia testa, sono state lette, elaborate e messe da parte. tutte tranne una.

IL NOME. QUEL NOME.

la curiosità è donna ed inizio ad indagare, è un nome particolare, vado su fb e la trovo.

guardo, scruto e analizzo ogni singola foto, link o frase.

vado sul profilo del mio ex, scorro la bacheca, inizio a notare vari “mi piace” fra loro.

ed ecco che i miei neuroni di merda e tutto ciò che abita il mio cranio iniziano a farsi una domanda; la domanda, quella che ti distrugge e ti lascia come se ti avessero dato uno schiaffo a mano aperta, quando stavamo insieme mi ha tradita con lei?

NON VOGLIO TORNARE CON IL MIO EX sia chiaro, ma il fatto che si conoscano da un pò, il posto di lavoro in comune, dettagli vari o anche possibili stronzate generate dal mio cervello malato mi portano a chiedermi ossessivamente se quando mi ha lasciata e quando ha detto che non mi amava più, già si vedeva con lei.

il solo pensiero mi atterrisce, mi sento inerme di fronte a questa inaspettata ondata di dolore, quella sensazione che ti fa stringere lo stomaco. ti sembra di non riuscire a respirare, il battito cardiaco accelerato, le lacrime che senti scorrere sul viso giù giù fino al mento e poi fino al reggiseno.

piangi e non sai il perchè, ti senti tradita ma non sai nemmeno da cosa, la tua storia è finita e tu lo sai, lo hai accettato, stai lottando per la tua affermazione come donna e persona ed ora questo dubbio ti incasina la testa, ti fa male, perchè?

perchè tutto questo sentirsi sbagliata, inadeguata, sporca, usata?

tutta questa energia, seppur negativa, da cosa viene fuori, perchè fa tanto male, perchè voglio sapere? devo sapere, non so cosa, ma devo chiedergli se mi ha tradito con lei prima di lasciarmi.

devo.

per ora sto qui con lo stomaco chiuso, spaventata e ansiosa dal confronto che cerco, che voglio, che pretendo.

voglio capire tutto questo dolore.

e mandarlo via.

lontano da me per sempre.

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