“Sono incasinato” Cit.

Sono incasinato, lo so che avresti detto così, ecco perché sono passata a casa tua senza avvisarti.

Sei talmente incasinato che sono qui per portarti i regali di Natale che ti avrei voluto dare mesi fa, perché quando una persona fa un regalo, se lo fa a sua volta attendendo con ansia la consegna.

Il problema non è che tu sei incasinato, il problema vero è che io sono incasinata con te. Sono incasinata con le tue risposte, i tuoi hello, i tuoi come stai.

Non ti vedo da così tanto che pensa, sono arrivati a mancarmi i tuoi messaggi perché in fondo ormai sono rassegnata a vederti solo in foto o in qualche tuo raro momento di libertà dal lavoro.

“Dagli tempo e non pressarlo”, me lo sono detta così tante volte che sono arrivata a convincermi che il nostro rapporto potesse essere giusto anche così.

Poi sono arrivate le mancanze vere e quando è arrivato anche il dolore ho pensato che no, non me lo merito.

Penso che sia giusto volere una persona che ti voglia vivere come lo vuoi te, che ti voglia baciare, fare l’amore, andare al cinema e dormire con te.

Soprattutto, non si deve e non si può avere paura di lasciarsi andare, di provare a vedere e se non va di dirselo e riprendere ognuno le proprie strade.

Noi siamo rimasti all’inizio, non ci siamo mai dati una possibilità, nè ci siamo detti non è il caso.

Non posso e voglio più stare in attesa di decisioni che non arriveranno mai.

Perché sono incasinata io con te.

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c.v.d. = come volevasi dimostrare

Pensavo e speravo che questo anno mi avrebbe portato fortuna, ero anche abbastanza pronta a prendermi le mie responsabilità e a lottare per ottenere quello che desidero, ma probabilmente non basta o comunque non è abbastanza, perchè come dice il mio amico Murphy “se qualcosa può andare male, lo farà”.

Ieri abbiamo dato la disdetta al proprietario di casa, a fine aprile dopo soli 365 giorni, sarò di nuovo in fase di trasloco. Sembrava una casa perfetta poi mano a mano che ci vivevamo emergevano le difficoltà e i problemi. Il rumore dell’ascensore, le pompe dell’acqua sopra la testa, il campanile e tutti i rumori esterni che avevamo messo in conto e ai quali stavamo faticosamente cercando di abituarci sono stati messi in secondo piano dall’arrivo dei vicini al piano inferiore al nostro; un branco di maleducati, arroganti e totalmente irrispettosi del rispetto per gli altri e per la convivenza civile.

Abbiamo tentato di mediare e parlare con questi elementi, ma purtroppo si è rivelato tutto inutile; ieri abbiamo comunicato alla proprietà che a fine aprile saremo fuori di casa.

Affronterò dunque il nono trasloco della mia vita, cheppalle. Ho passato la notte fra domenica e lunedì in ansia totale, in balia dei pensieri che non volevano fermarsi nella mia mente.

Ma ora è passato e deve non influire sul mio presente e futuro, si guarda avanti e si va.

In bocca al lupo a me, ancora una volta.

Necessità

Non ce la faccio più.

Il non sapere quando ti vedrò, per quanto tempo, il non poterti vivere quando voglio, l’impossibilità di un contatto fisico; tutto questo mi fa male.

Mi porta a non riuscire ad essere lucida, mi sento assolutamente instabile e la mancanza di te viene fuori sempre più prepotente, mi fa piangere e non riesco a capire il PERCHE’ non riesci a trovare un pochino di tempo per me, per noi.

Non hai voglia di vedermi?

Non hai voglia di conoscermi e passare dei momenti con me?

Non hai voglia di fare l’amore?

Forse è il caso di far valere i propri desideri e le proprie esigenze senza temere di passare per egoisti, altrimenti non ci si muove.

Ho paura di perderti, una paura fottuta.

Ma fra perderti e stare male perchè non so mai quando ci vediamo (ed è più di un mese che non ti ho davanti) potrà cambiare tanto?

P

A

U

R

A

Sono una codarda di merda, meglio soffrire con la speranza che cambi, che te faccia quello che vorrei vero? Almeno vivrei nel mio piccolo mondo di sofferenza e potrei darti tutte le colpe, anche quelle che non hai.

MOLTO COMODO.

 

La mia canzone

Non sono riuscita ad uscire da quel vortice di tristezza che mi ha catturato l’altro ieri.

Vari fattori hanno contribuito al mio malessere fra cui il fatto che fosse lunedì, la sindrome premestruale, l’inizio di una nuova ed entusiasmante settimana di reperibilità, acredini e discussioni irrisolte con familiari vari e ultimo ma non ultimo, la fine di un week end durante il quale non ho mai smesso di sognare che saresti venuto da me per un bacio, una carezza o un semplice abbraccio.

La sveglia ha suonato e il mio corpo, già notoriamente pigro e svogliato, non voleva proprio obbedire a ciò che la mente ordinava di fare.

A lavoro il solito interminabile tran tran misto a mediocrità e poca voglia di fare tipica di alcuni miei colleghi con i quali però devo confrontarmi tutti i giorni.

Ho provato a cercare senza risultato un pensiero felice che riuscisse ad accompagnarmi nella giornata, che mi aiutasse ad andare oltre la fitta coltre di malinconia che mi circondava, ma niente.

Finalmente terminano le 8 ore di delirio, salgo in fretta in macchina e mi avvio verso casa.

Accendo la radio ed è qui che succede il miracolo, è lei, è la mia canzone; quella che per motivi misteriosi ed indipendenti da me compare nella mia vita in modo del tutto casuale in momenti difficili.

Alzo il volume, inizio ad urlare il testo a squarciagola, lo so tutto a memoria, è come se fosse tatuato nelle mia mente.

Sento le righe che tracciano le lacrime sul mio viso, finalmente posso sfogarmi, sono sola in mezzo ad una strada che canto la mia canzone.

…so, so you think you can tell, heaven from hell, blue skies from pain

can you tell a green field, from a cold steel rail,

a smile from a veil,

do you think you can tell…

 

 

Per oggi è finita mi dico.

 

7° comandamento: Non Rubare

Ricordo benissimo la prima volta che lo feci.

Avrò avuto si e no 10 anni, desideravo ardentemente quel pacchetto di Polo all’arancia e ovviamente papà era stato categorico nell’esprimere il suo diniego. Così scelsi di inguattare quelle caramelle per mangiarmene una dietro l’altra. Ci vollero pochissimi minuti prima che papà si accorgesse che avevo quelle caramelle che lui non mi aveva comprato nè tantomeno pagato. Forse mi presi anche un ceffone ma la cosa che ricordo più viva dentro di me fu la vergogna a cui mio padre mi sottopose: riportare le caramelle al supermercato e porgere le mie scuse alle commesse. MADONNA SANTA CHE GOGNA!

Mi fermai a questo primo e goffo tentativo per molti anni fino all’adolescenza, momento in cui misi di nuovo da parte le mie paure e con un paio di ragazze cominciai a rubare penne in una cartolibreria. Le volevo tutte quelle cazzodipenne così colorate, con i brillantini e inoltre volevo anche tutti gli uniposca possibili, non lo so volevo essere la regina della cancelleria forse.

Ebbi anche una fugace esperienza nel campo dell’abbigliamento, bottino totale un paio di jeans e un top, il top lo rubai ma non ebbi mai il coraggio di metterlo anche perchè era nammerda con degli inserti color ORO, dico oro, terribile, ma era della Sisley e faceva figo averla, magari da prestare alle amiche.

La settimana scorsa facendo la spesa ho infilato senza volerlo un avocado in borsa e alla cassa non l’ho pagato. Me ne sono accorta solo una volta tornata in ufficio cercando le sigarette. Questa cosa non volevo rubarla!

Ora però c’è una cosa che voglio rubare, anzi più di una:

la tua attenzione

il tuo interesse

il tuo tempo

voglio i tuoi occhi solo per me e quindi si voglio rubare il tuo sguardo

vorrei rubare il tuo odore

un ciuffo della tua barba

un pezzetto della tua pelle morbida da accarezzare

voglio la tua bocca carnosa per lunghi baci

le tue braccia per interminabili abbracci

VORREI RUBARE TE FONDAMENTALMENTE.

Domani chiavi e contratto

oggi c’ho una strana forma di agitazione.

domani si firma, domani si prendono le chiavi di casa nuova, da domani finisce la mia vita di casa solitaria e inizia la vita con una casa più grande, più stanze, più spazio e con la mia amica come coinquilina.

eppure ho l’ansia.

ho paura che non sarà facile

ho paura di fare qualche cazzata

ho paura di rinunciare alla mia totale libertà (dal girare nuda al fare la pipì con la porta aperta)

ho paura

una di quelle paure che se va storto qualcosa bho non saprei che fare

ho così tanta paura che mi viene da piangere

ora che è tutto così vicino

IO HO PAURA

 

[07:49, 19/1/2017]

❤ : buongiorno😘😘
❤ : come stai? tanto sonnone!?
io:Madonna
io: Non so se sto bene
❤ :  qui neve e si starebbe bene a letto mi sa
❤ :  cioè?
io:  Mi hanno svegliato le urla di un vicino
io: : Non so se i piantini
io: : La stanchezza
io: : Sono influenza
❤ :  come i piantini?
io: Ieri un pochini
io:Te come stai?
io: Nevica?
❤ :  quanto mi dispiace
io: Ma sono tonta non ti preoccupare
❤ :  ma no
perché devi dirti questo?
❤ : posso aiutarti? nn so
io: Non lo so
io: Ti racconterò quando ci vedremo
io: Tranquillo
❤ :  cioè?
io:: Eh che magari ti racconto quello che sento
io: Che a volte mi fa mettere tutto in discussione
io: È che mi crea turbe
io: MA fondamentalmente sono mie insicurezze
io: Dovrei tenerle x me forse
io: Ma se ti va ne parliamo
❤ :  perché? magari il confronto aiuta.
io: Magari hai delle soluzioni
io: Dei consigli
❤ :  certo che se ti ‘sento’ sempre piangere capisco che dipende da me anche se nn ne parli
io: Non dipende da te
io: Sono io
io: Non piango sempre
io: È un mio modo di sfogarmi piango anche di rabbia
io: Piango quando non capisco
io: Forse piango sempre in effetti però
io: Mannaggia a me
io: Mo mi sta prendendo male
io: Mi dispiace
❤ :  no no no
❤ :  nn farti prendere male
❤ :  fammi capire
❤ :  per cosa piangevi ieri?
io: Mi dispiace non dovevo farti preoccupare
io: Che ho voglia di stare con te
io: Non so se te lo vuoi
io: E partono i film
io: Le paranoie che terminano con il
io: Sono una sega appiccicosa come mi hanno detto in passato
io: E rovino tutto
io: Sembra semplice
io: Sembro stupida
io: Scusa …
❤ :  non devi scusarti ne sentirti un peso
❤ :  perché così nn è
io: Lo spero
io: Vorrei farti stare bene un decimo di quello che fai stare bene me                                           io: Ma non lo so se ci riesco
io: Sto a piange pure ora!
io: Quanto so tonta
io: 😂
❤ :  ma nn mi sembra che ti sto facendo stare bene
io: Invece sì
❤ :  sei spesso triste
❤ :  questo nn va bene
io: Ho rovinato tutto vero?
❤ :  no no
❤ :  perché dici sempre le cose brutte?
❤ :  nn ti fa bene
❤ :  calmati un attimo
io: Ok
❤ :  non hai rovinato niente
❤ :  è che stiamo anche nn vicini.io faccio una vita di merda.ti faccio solo impazzire.
❤ :  nn va molto bene che tu ti senta in questo modo
❤ : nn piangere guarda che Siri mi dice tutto
io: ❤
io: Finito piantino
io: Siri folle
io: Vado a lavoro
❤ :ti voglio molto bene nn ti dimenticare di questo però capisco che sono una frana

Te che passi per caso e leggi tutto questo, per favore, dammi una tua impressione.

Sono matta?