Domani chiavi e contratto

oggi c’ho una strana forma di agitazione.

domani si firma, domani si prendono le chiavi di casa nuova, da domani finisce la mia vita di casa solitaria e inizia la vita con una casa più grande, più stanze, più spazio e con la mia amica come coinquilina.

eppure ho l’ansia.

ho paura che non sarà facile

ho paura di fare qualche cazzata

ho paura di rinunciare alla mia totale libertà (dal girare nuda al fare la pipì con la porta aperta)

ho paura

una di quelle paure che se va storto qualcosa bho non saprei che fare

ho così tanta paura che mi viene da piangere

ora che è tutto così vicino

IO HO PAURA

 

[07:49, 19/1/2017]

❤ : buongiorno😘😘
❤ : come stai? tanto sonnone!?
io:Madonna
io: Non so se sto bene
❤ :  qui neve e si starebbe bene a letto mi sa
❤ :  cioè?
io:  Mi hanno svegliato le urla di un vicino
io: : Non so se i piantini
io: : La stanchezza
io: : Sono influenza
❤ :  come i piantini?
io: Ieri un pochini
io:Te come stai?
io: Nevica?
❤ :  quanto mi dispiace
io: Ma sono tonta non ti preoccupare
❤ :  ma no
perché devi dirti questo?
❤ : posso aiutarti? nn so
io: Non lo so
io: Ti racconterò quando ci vedremo
io: Tranquillo
❤ :  cioè?
io:: Eh che magari ti racconto quello che sento
io: Che a volte mi fa mettere tutto in discussione
io: È che mi crea turbe
io: MA fondamentalmente sono mie insicurezze
io: Dovrei tenerle x me forse
io: Ma se ti va ne parliamo
❤ :  perché? magari il confronto aiuta.
io: Magari hai delle soluzioni
io: Dei consigli
❤ :  certo che se ti ‘sento’ sempre piangere capisco che dipende da me anche se nn ne parli
io: Non dipende da te
io: Sono io
io: Non piango sempre
io: È un mio modo di sfogarmi piango anche di rabbia
io: Piango quando non capisco
io: Forse piango sempre in effetti però
io: Mannaggia a me
io: Mo mi sta prendendo male
io: Mi dispiace
❤ :  no no no
❤ :  nn farti prendere male
❤ :  fammi capire
❤ :  per cosa piangevi ieri?
io: Mi dispiace non dovevo farti preoccupare
io: Che ho voglia di stare con te
io: Non so se te lo vuoi
io: E partono i film
io: Le paranoie che terminano con il
io: Sono una sega appiccicosa come mi hanno detto in passato
io: E rovino tutto
io: Sembra semplice
io: Sembro stupida
io: Scusa …
❤ :  non devi scusarti ne sentirti un peso
❤ :  perché così nn è
io: Lo spero
io: Vorrei farti stare bene un decimo di quello che fai stare bene me                                           io: Ma non lo so se ci riesco
io: Sto a piange pure ora!
io: Quanto so tonta
io: 😂
❤ :  ma nn mi sembra che ti sto facendo stare bene
io: Invece sì
❤ :  sei spesso triste
❤ :  questo nn va bene
io: Ho rovinato tutto vero?
❤ :  no no
❤ :  perché dici sempre le cose brutte?
❤ :  nn ti fa bene
❤ :  calmati un attimo
io: Ok
❤ :  non hai rovinato niente
❤ :  è che stiamo anche nn vicini.io faccio una vita di merda.ti faccio solo impazzire.
❤ :  nn va molto bene che tu ti senta in questo modo
❤ : nn piangere guarda che Siri mi dice tutto
io: ❤
io: Finito piantino
io: Siri folle
io: Vado a lavoro
❤ :ti voglio molto bene nn ti dimenticare di questo però capisco che sono una frana

Te che passi per caso e leggi tutto questo, per favore, dammi una tua impressione.

Sono matta?

 

 

bo

sono questi i momenti in cui vorrei una cazzo di conferma.

non pretendo un ti amo, mi basterebbe solo “avrei tanta voglia di vederti”

mi basterebbe abbracciarti

ma non possiamo

chissà quando potremo?

tutto questo mi fa male

sento come un dolore sordo nel non poterti vivere come e quando vorrei

ho la paura che tutto questo in realtà sia solo frutto della mia immaginazione

cosa c’è di sbagliato in me?

perchè voglio solo te?

e sopratutto

te vuoi me?

 

Come fermare i pensieri?

…è qualche giorno che vago in cerca di qualcosa… ho fatto un lungo ponte e oggi ‘finalmente’ sono tornata a lavoro.

Finalmente(?!?), cioè io che dico che sono contenta che sia lunedì, che sono contenta di tornare a lavoro e di non stare a casa a non fare un cazzo?

Ebbene si, non vedevo l’ora di tornare a fare qualcosa, di stare in mezzo alla gente, di parlare o solo vedere qualcuno.

In 5 giorni di NON lavoro sono praticamente stata sempre a casa, sono uscita giusto per cercare qualche stimolo, volevo impegnare le mani e far fermare la testa.

Per due giorni mi sono svegliata ed ho iniziato a piangere, direi senza motivo, a dirotto, con lacrime quelle grandi e pesanti, quei pianti sconsolati durante i quali davvero vorresti solo un cazzo di abbraccio.

Mi sono sentita profondamente sola… Senza nulla da fare, senza stimoli, senza voglia.

Mi giravano tantissimo i cojoni.

5 cazzo di giorni liberi tutti attaccati e io cosa ho fatto?

NIENTE!

Brava la merda!

Eh, sarebbe ora di svegliarsi, di stare bene e volersi bene.

vatteneaffanculo!

 

La vera paura.

E’ mercoledì, sono seduta sul divano di casa in tuta, gambe incrociate come sempre, Siri in braccio a me che fa le fusa e dormicchia.

Ascolto la pioggia che batte sulla terrazza e guardo il cielo che si illumina a causa dei fulmini che sembrano voler aprire la terra.

Arriva una telefonata: ho scordato l’appuntamento dall’estetista e mentre sto chiaccherando con la mia “spelatrice” di fiducia sento muoversi tutto.

Alzo lo sguardo all’orologio, sono le 19.11 e sì LA TERRA STA TREMANDO, “è un cazzo di terremoto” ci diciamo con l’estetista, “scappiamo!”.

Ma non sono stata in grado di fare nulla, sono rimasta pietrificata, immobile sul divano con la paura che si aprisse una qualche voragine nel mio salotto.

Mi ripeto che abito al quarto piano e che le scale potrebbero essere meno sicure di casa mia, mi torna in mente la fuga da scuola per il terremoto del 1996 e tutte le prove fatte in caso di emergenza, ma non riesco comunque a muovermi, sono inerme davanti alla potenza di questa scossa.

Non so se sono stati 1 o 10 minuti, so che quando ho capito che era finito sono crollata in un pianto di puro terrore. In quel cortissimo lasso di tempo fra i vari pensieri, c’è stato anche quello che sarei potuta morire in casa e da sola.

Chiamo la mamma, ovvio, chi chiami dopo una cosa del genere se non lei? Tutto ok per fortuna, cerca di tranquillizzarmi e mi dice che non è nulla, che spettacolo la mia mammola!

Dopo aver sentito la mamma chiamo “lui”. Lui non ha sentito nulla, ma sente me molto scossa (veramente sono piagnucolante) e mi tranquillizza con la sua solita dolcezza che mi fa sciogliere come il burro sotto il sole ad Agosto.

Ho cercato subito informazioni del sisma in internet per capirne l’intensità e la gravità per le zone nell’epicentro. Sembra che non ci siano danni e inizio a pensare che sono una scema, che non devo preoccuparmi, che c’è gente che ha veramente paura e quindi devo stare tranquilla.

Ma non ce la faccio nemmeno a mangiare, ho come un peso sullo stomaco, richiamo lui e gli spiego che mi sento come se stesse per succede qualcosa di brutto e che sento una grande ansia crescere, mentre glielo dico mi sento ancora più cretina ma non posso non esprimere quello che provo. Penso anche di scrivere subito quello che mi passa per la mente, per rendere indelebili questi pensieri, queste paure, ma non posso accedere il pc ora, mi riprometto di non scordarmi, domani scrivo sul blog continuo a ripetermi.

21.18

Sento di nuovo il divano muoversi ma è più forte di prima, molto!

Prendo Siri in braccio, e chiamo LUI. Mi metto a piangere, ho una paura fottuta, penso che se muoio non gli ho detto abbastanza che gli voglio bene, che sono innamorata di lui, che mi piace tantissimo e che ogni tanto mi immagino con lui in un futuro, ho sognato anche di fare un figlio con lui e ora sono a casa da sola che ho paura di morire senza avergli detto quello che provo.

Sembrano minuti infiniti, anche lui lo sta sentendo ma cerca comunque di farmi stare calma, io stringo Siri ancora più forte e attendo che passi.

La serata è continuata fra la paura che arrivassero ulteriori scosse e la voglia di dormire, cosa che ovviamente ha prevalso su tutto.

Stasera lo vedo e se dovesse succedere di nuovo almeno sarò fra le sua braccia.

Terremoto, vai a fare in culo.

 

 

 

 

 

 

33.

Quest’anno sono stati 33.

33 come i 33 giri, il formato dei vinili, il cui nome deriva dalla velocità di rotazione di 33 giri al minuto (esattamente 33 giri e ⅓ al minuto) con la quale vengono riprodotti.

1983-2016 cazzo scritto così pare il mio epitaffio, ma vista l’ansia con cui affronto annualmente il mio compleanno effettivamente ce potrei pure crepà uno dei prossimi anni.

La persona che mi piace e che sto frequentando, mi ha fatto un regalo bellissimo. Con il lavoro che fa, è comunque riuscito a trovare del tempo da trascorrere con me giovedì e venerdì. E’ stato dolcissimo, ha suonato alla mia porta con in mano una piantina grassa in un vaso a forma di gufo e una busta con dentro una felpa.

Mi ha fatto così felice il pensiero che abbia usato del tempo per andare in un negozio e scegliere una cosa da prendere; magari è stato pure a pensare al colore, alla fantasia e sopratutto alla taglia (dolcioso lui mi ha preso una S, troppo ottimismo patato mio, sono un pò cicciotta meglio una M).

Il tempo non ci ha aiutato, nuvoloso con pioggia entrambi i giorni, ma non mi sono data per vinta, l’ho caricato in macchina e siamo andati a Civita di Bagnoregio e sushi per cena, e a Perugia il giorno successivo.

Sono stata molto bene, tanto che al momento di salutarlo il sabato mattina, mi è venuto da piangere. Mi sono commossa, è stato così bello condividere con lui del tempo, ridere, correre sotto la pioggia, svegliarmi, trovarlo al mio fianco e fare l’amore come se non ci fosse un domani.

La sera ci siamo scritti e mi ha detto che la mattina ero stata tanto dolce e che lo avevo fatto sentire molto piccolo, gli ho risposto che mi sento una formichina vicino a lui e che mi scoppiava il cuore salutandolo perchè ero veramente felice di aver speso del tempo insieme.

Ovviamente appena sono rimasta da me, si è insinuato anche il dubbio di non avere nulla di speciale da offrire a questa persona che mi piace tanto. Vedo che anche se passano gli anni, la mia autostima rimane sempre più o meno invariata, ovvero molto bassa.

La mia Naziamica dice che sarà ora di fare qualcosa, capire le origini e uscire da questa specie di tepore che mi imprigiona nella totale o quasi assenza di stima per la mia persona. L’altra amica, mi invita a guardarmi, perchè pare che l’unica che non vede quanto sono speciale, sono proprio io…

 

Ehy Siri!

IMG_1932.JPG

In effetti era un pò ci pensavo e il 20 Agosto ti ho presa.

Eccola qui la mia micina dolce, si chiama Siri. Esattamente come l’assistente vocale di iPhone, ma la mia gatta a differenza della Siri del telefono sono convinta che non farà mai quello che le chiederò. E mi piace per questo il nome che le ho dato. In due giorni netti le ho comprato:

  • 2 sacchi di crocchette differenti
  • 2 sacchi di sabbietta differenti
  • 5 tipi di scatolette di carne di 5 marche diverse
  • 1 tiragraffi (che ovviamente non caga di pezza)
  • 1 pallina per giocare
  • 1 topino finto per giocare
  • 1 mega tiragraffi che è stato da me definito SiriLand (allego la foto per far capire il livello di disagio psicologico che ho raggiunto in così breve tempo)

whatsapp-image-2016-09-03-at-00-45-22

Ovviamente le ho permesso di fare il suo comodo ovunque (tranne la camera da letto, ha accesso ad ogni pertugio in casa), non sono la sua padrona, ormai sono la sua schiava.

Riesce a riempire di gioia e risate casa anche nei peggiori momenti, ad esempio oggi, se tornassi ora da lavoro potrei contare sulle sue coccole e le sue fusa. Credevo fermamente di essere una canara (un’amante dei cani insomma) ma ora che ho lei, le mie convinzioni saltano, come sempre non si finisce MAI di imparare.

Oggi è una giornata no. Oggi mi gira il culo. Non so se sia la sindrome premestruale, l’avvicinamento del mio compleanno (-6) o il progressivo impazzimento dei miei neuroni, ma di tanto in tanto sbrocco, sono triste, piango , rompo le scatole a chi ho intorno per avere conferme di non so che cosa.

Insomma la mia testa gira pensando alle cause di questo turbamento ma non ne trovo una che possa convincermi che vale la pena stare come sto, e quindi mi sento in un perenne limbo dal quale non so se riuscirò mai ad uscire. Ciò mi porta a pensare che quindi sì, sono pazza forse.

Non vedo l’ora di uscire dall’ufficio, tornare a casa e stare con Siri.

Magari mi rilasso un pò e tutto sto giramento passa